Un aspetto essenziale, quando
si affrontano temi così importanti e delicati, è
quello di individuare e stabilire una semantica comune. Tale
operazione risulta in questo caso molto complessa, perché
sia le norme ed i regolamenti vigenti ai diversi livelli,
che la documentazione esistente di carattere scientifico e
divulgativo, non utilizzano un "vocabolario" comune.
Pertanto si ritiene opportuno individuare un elenco dei termini
più significativi che sono stati utilizzati nel documento
stesso.
Abilità
Capacità di interpretare e intervenire sulla realtà
per modificare o la realtà stessa o il proprio sistema
di riferimento di competenze, quando questo non è rispondente
alle mutate esigenze della realtà.
(U. Galimberti in "Dizionario di Psicologia", UTET, 1992)
Accessibilità
Si intende la possibilità, anche per le persone con
ridotta o impedita capacità motoria o sensoriale, di
raggiungere l'edificio e le sue singole unità immobiliari
e ambientali, di entrarvi agevolmente e di fruirne spazi e
attrezzature in condizioni di adeguata sicurezza e autonomia.
(D.M.LL.PP. n. 236/89 e D.P.R. n. 503/96)
Accessibilità Urbana
Si intende l'insieme delle caratteristiche spaziali, distributive
ed organizzativo-gestionali dell'ambiente costruito, che siano
in grado di consentire la fruizione agevole, in condizioni
di adeguata sicurezza ed autonomia, dei luoghi e delle attrezzature
della città, anche da parte delle persone con ridotte
o impedite capacità motorie o sensoriali.
(F. Vescovo in "Paesaggio Urbano" n. 1, Maggioli,
1992)
Adattabilità
Si intende la possibilità di modificare nel tempo lo
spazio costruito a costi limitati, allo scopo di renderlo
completamente ed agevolmente fruibile anche da parte di persone
con ridotta o impedita capacità motoria o sensoriale.
(D.M.LL.PP. n. 236/89 e D.P.R. n. 503/96)
Adeguamento
Si intende l'insieme dei provvedimenti necessari a rendere
gli spazi costruiti o di progetto conformi ai requisiti del
Decreto Ministeriale n. 236 del 14 giugno 1989.
(D.M.LL.PP. n. 236/89 e D.P.R. n. 503/96)
Appoggi Ischiatici
Dispositivi o attrezzature, di varia foggia e dimensione,
che consentono alla persona di appoggiare il bacino (ischio)
assumendo posizione semiseduta e di scaricare, in parte, il
peso del corpo, ottenendo un notevole beneficio in condizioni
di stanchezza o di affaticamento.
(F. Vescovo, 2002)
Area Naturale Protetta
Si definiscono aree naturali protette quei territori nei quali
siano presenti formazioni fisiche, geologiche, geomorfologiche
e biologiche, o gruppi di esse che hanno rilevante valore
naturalistico e ambientale.
(L. n. 394/91, art.1, comma 2)
Aspettativa
Anticipazione e attuazione immaginaria di accadimenti futuri
capaci di idealizzare le aspirazioni.
(U. Galimberti in "Dizionario di Psicologia". UTET, 1992)
Attitudine
Potenziale capacità che rende un individuo adatto ad
una determinata attività.
(vd sopra U. Galimberti in "Dizionario di Psicologia".
UTET, 1992)
Attività
Qualsiasi espressione della vita di un organismo sotto forma
di processi biologici, fisiologici, motori, comportamentali
e mentali.
(vd sopra U. Galimberti in "Dizionario di Psicologia".
UTET, 1992)
Ausili tecnici
Attrezzature che facciano da tramite tra l'utente, l'ambiente
e/o le attrezzature, in modo tale da consentire o agevolare
azioni al fine di ottenere la massima autonomia possibile
(vd anche elettroscooter).
(F. Vescovo, 2002)
Ad esempio: leve ausiliarie adatte ad aumentare la presa o
la forza nell'aprire un rubinetto; manici a pinza per raggiungere
interruttori o ripiani alti, senza il bisogno di sollevare
il braccio (quando ciò non è possibile). Tali
ausili ed attrezzature devono perciò essere studiati
e adottati in particolare in rapporto a due fattori: le caratteristiche
d'uso dell'oggetto o dell'elemento architettonico; le possibilità
fisiche della persona che deve farne uso.
(Città di Torino - Ass. alla Sanità e ai
Servizi Sociali. "Una Città per Tutti?", Torino, 1980)
Barriere - torna
in alto
Tutti quegli ostacoli che impediscono o limitano alle persone,
temporaneamente o permanentemente affette da una minorazione,
di compiere qualcuno degli atti che sono possibili ed agevoli
alle persone considerate "sane".
Volendo dare una descrizione più completa del fenomeno,
si possono suddividere in barriere psicologiche e barriere
fisiche. Le prime rientrano soprattutto nel dominio delle
scienze psichiche e della sociologia e corrispondono agli
ostacoli di natura psicologica o culturale che impediscono
un pieno utilizzo delle proprie possibilità e un ragionevole
soddisfacimento delle proprie esigenze. Fra le persone che
si scontrano di più con le barriere psicologiche vi
sono gli anziani, ai quali molto spesso condizionamenti culturali
e psicologici rendono difficile la vita di relazione, e limitano
anche alcune azioni quotidiana. Le barriere psicologiche possono
essere in parte eliminate migliorando l'assistenza sociale
alle categorie di persone socialmente più deboli. Le
barriere fisiche, che certamente hanno anch'esse effetti e
implicazioni di ordine psicologico, rientrano nel dominio
dell'urbanistica, dell'architettura e dell'edilizia in genere.
Le barriere fisiche si possono a loro volta suddividere in
barriere architettoniche (vd termine barriere architettoniche);
barriere urbane, costituite da quegli impedimenti fisici che
impediscono o limitano la circolazione alle persone con deficit
motori o sensoriali (marciapiedi in forte pendenza, attraversamenti
pedonali inadatti, scalinate); barriere di localizzazione
(che si possono anche far rientrare fra le barriere urbane)
costituite da quelle cattive scelte urbanistiche ed architettoniche
che limitano la possibilità di utilizzare le attrezzature
pubbliche.
Ad esempio, la poca riconoscibilità di edifici destinati
all'uso sociale, che rende difficoltoso il loro reperimento
a chi ci va per la prima volta; lo scoordinamento nella localizzazione
delle attrezzature, che potrebbero essere meglio riunite in
complessi integrati più accessibili maggiormente utilizzabili;
l'eccessiva distanza delle attrezzature sociali dalle abitazioni
di chi le usa, dovuta al mancato rispetto dei massimi raggi
di influenza.
(F. Vescovo in "Accessibilità e barriere architettoniche",
Maggioli, Rimini, 1990)
Barriere architettoniche
Per barriere architettoniche si intendono:
gli ostacoli fisici che sono fonte di disagio per la mobilità
di chiunque e in particolare di coloro che, per qualsiasi
causa, hanno una capacità motoria ridotta o impedita
in forma permanente o temporanea;
gli ostacoli che limitano o impediscono a chiunque la comoda
o sicura utilizzazione di parti, attrezzature o componenti;
la mancanza di accorgimenti e segnalazioni che permettano
l'orientamento e la riconoscibilità dei luoghi e delle
fonti di pericolo per chiunque e in particolare per i non
vedenti, per gli ipovedenti e per i sordi.
(D.M. LL.PP. n. 236/89 e D.P.R. n. 503/96).
Buona prassi (esempi di)
Si considerano "esempi di buona prassi" quelli che evidenziano
attività specifiche a favore delle "persone con disabilità",
che possiedono caratteristiche innovative ed efficaci e che
siano trasferibili ad altre situazioni e culture. Gli esempi
di buona prassi seguono alcuni "principi" fondamentali: trasferire
le conoscenze pratiche incoraggiandone l'effetto moltiplicatore;
favorire l'integrazione sociale delle persone con disabilità
e la vita indipendente; procedere verso l'obiettivo della
massima autodeterminazione (autonomia).
(F. Vescovo, 2002)
Centro di assistenza
- torna in alto
Luogo e/o attrezzatura organizzato per fornire informazioni,
ausili e/o un "servizio di assistenza" finalizzato ad
agevolare le persone con ridotta o impedita capacità
motoria o sensoriale nella fruizione dei luoghi e/o dei servizi
espletati dall'ente pubblico o privato (vd anche servizio
di assistenza e "sistema di chiamata").
(F. Vescovo, 2002)
Comportamento
Insieme stabile di azioni e reazioni di un organismo ad una
stimolazione proveniente dall'ambiente esterno (stimolo) o
dall'interno dell'organismo stesso (motivazione).
(Da "U. Galimberti, in Dizionario di Psicologia", UTET, 1992)
Comfort ambientale
Insieme delle caratteristiche che rendono agevole e sicura
la fruizione di un luogo, di uno spazio, di una attrezzatura
o di un servizio da parte di una "utenza ampliata". Il comfort
ambientale è ricompreso nel concetto di "accessibilità",
così come definita dal D.M.LL.PP. n. 236/89.
(F. Vescovo, 2002)
Disabile - torna
in alto
Chi ha riduzione o perdita di capacità funzionale nel
condurre una attività in maniera o nei limiti considerati
"normali".
Nelle presenti "Linee Guida" si è scelto
di non utilizzare, di norma, questo termine perché
ritenuto non adeguato. (International Classification of Impairments,
Disabilities and Handicaps, I.C.D.H., Organizzazione Mondiale
della Sanità, 1980). Si segnala che l'Organizzazione
Mondiale della Sanità nel 2001 ha provveduto a eliminare
questo termine, sostituendolo con il termine "diversamente
abile"
(vd anche nota al termine handicap).
NOTA: L'indagine
ISTAT "Condizione di salute e ricorso ai servizi sanitari"
, realizzata nel 2001, utilizza le attività della vita
quotidiana per la misurazione della disabilità. È
disabile chi ha difficoltà gravi nell'espletare almeno
una delle attività della vita quotidiana.
Disabilità
Riduzione o perdita di capacità funzionale nel condurre
una attività in maniera o nei limiti considerati "normali"
per un essere umano.
(International Classification of Impairments, Disabilities
and Handicaps, I.C.D.H., Organizzazione Mondiale della Sanità
(O.M.S), 1980 (vd nota al termine handicap).
Edificio - torna
in alto
Si intende una unità immobiliare dotata di autonomia
funzionale, ovvero un insieme autonomo di unità immobiliari
funzionalmente e/o fisicamente connesse tra loro.
(D.M.LL.PP. n. 236/89 e D.P.R. n. 503/96)
Elettroscooter
Mezzo elettrico monoposto, a 3 o 4 ruote, di dimensioni analoghe
a quelle di una sedia a ruote, ma strutturalmente ed esteticamente
diverso da questa, con velocità compatibile con quella
del pedone. È adatto a diminuire l'affaticamento alle
persone con problemi di deambulazione, rispetto alle quali
costituisce un determinante "ausilio Tecnico per il superamento
delle distanze in piano e non.
(F. Vescovo, 2002)
Esigenze
Bisogni o speciali necessità di ciascuno e conseguenti
richieste che variano in funzione del proprio stato psico-fisico,
del periodo storico e della conoscenza delle tecnologie disponibili.
(F. Vescovo, 2002)
Fonte di disagio e di affaticamento
- torna in alto
Si intende per fonte di disagio o di affaticamento qualsiasi
circostanza, situazione ambientale o carenza di organizzazione
funzionale di uno spazio costruito, servizio, attrezzatura,
ecc. che possa determinare l'insorgere di situazioni sfavorevoli
di stanchezza e di nervosismo, costituendo elemento negativo
nel compimento di determinate azioni da svolgere da parte
delle categorie svantaggiate.
(F. Vescovo, 2002)
Fonte di pericolo
Elementi costruiti, situazioni spaziali o ambientali che restringono
anche parzialmente il passaggio (in larghezza o in altezza)
i quali per la loro localizzazione o posizionamento favoriscono
infortuni (urti, cadute, ecc.).
Sono fonti di pericolo ad esempio le tabelle stradali segnaletiche
sporgenti dal sostegno verticale o dal fabbricato posizionate
al di sotto di m 1.90, gli spigoli vivi di elementi edilizi
o di arredi; le porte trasparenti (vetro, ecc.) prive di elementi
visibili, gli elementi di ringhiera, verticali o orizzontali,
troppo distanti tra loro, gli zerbini non incassati.
(Regione Lazio - Ass. LL.PP., Facoltà di Architettura
dell'Università degli Studi di Roma; Servizi Socio-Sanitari
DEI. Roma, 1979)
Fruibilità
Possibilità effettiva di utilizzazione, agevole e sicura,
anche con "soluzioni alternative" o servizi integrativi di
ausilio, dell'ambiente per l'uomo, costituito da spazi racchiusi
o spazi naturali e dalle relative attrezzature e servizi offerti.
Questo significa non soltanto predisporre una rampa per le
persone su sedia a ruote. Consiste nel creare un "ambiente"
che la maggior parte delle persone, indipendentemente dalle
proprie condizioni fisiche, possano usare in modo comodo.
Questo è previsto per persone con diversi i tipi di
limitazioni, permanenti o temporanee (persone anziane, donne
in gravidanza, persone con bambini piccoli, persone obese
o sovrappeso, persone con bagagli o pacchi voluminosi, ecc.).
Si segnala che il termine "fruibilità" è diverso
rispetto a quello di "accessibilità". Ad esempio un
sentiero può non essere "accessibile" secondo i criteri
e gli standards previsti dalla legge, ma può essere
reso fruibile anche dalle persone con ridotta capacità
motoria attraverso l'uso di particolari mezzi come gli elettroscooter
(vd termine elettroscooter).
(L.A. Ercolani, F. Vescovo, 2002)
Handicap - torna
in alto
Impedimento per l'assunzione di un ruolo normale in relazione
all'ambiente, all'età, al sesso, alle aspettative sociali
e culturali.
(E. Matteucci, "Il Verde per tutti", Alinea
Editrice, Firenze, 2000)
È il termine più usato quando si vogliono significare
situazioni diverse dalla "normalità". Costituisce purtroppo
uno "stereotipo" sbagliato, e peraltro poco significativo,
ai fini della accessibilità e della fruizione dell'ambiente
naturale o costruito. Infatti nell'immaginario collettivo
si associa essenzialmente al termine "handicappato" la persona
su sedia a ruote. In tal modo si esclude ad esempio la stragrande
maggioranza di persone con ridotte capacità motorie,
permanenti o temporanee, come gli anziani, le persone con
bambini piccoli, le donne in attesa, le persone con artrosi,
gli incidentati. Inoltre il termine "handicap" viene spesso
confuso con il termine "disabilità". È necessario
a tale riguardo chiarire che la disabilità di un individuo
non costituisce necessariamente un handicap. Lo diviene quando
essa costituisce un impedimento per lo svolgimento di funzioni
"normali. Anche per questi motivi il termine handicap è
da ritenersi ormai superato e per tale motivo non verrà
utilizzato nel presente documento.
NOTA: L'OMS
nel 2001 ha pubblicato la nuova "Classificazione Internazionale
delle Menomazioni, delle Attività personali (già
Disabilità nella precedente classificazione del 1980)
e della Partecipazione sociale (già handicap o svantaggio
esistenziale)", nella quale vengono ridefiniti due dei
tre concetti portanti che caratterizzano un processo morboso:
· la sua esteriorizzazione: menomazione;
· l'oggettivazione: non più disabilità
ma attività personali ;
· le conseguenze sociali: non più handicap o
svantaggio ma diversa partecipazione sociale.
Più precisamente:
· con attività personali si considerano le limitazioni
di natura, durata e qualità che una persona subisce
nelle proprie attività, a qualsiasi livello di complessità,
a causa di una menomazione strutturale o funzionale. Sulla
base di questa definizione ogni persona è diversamente
abile;
· con partecipazione sociale si considerano le restrizioni
di natura, durata e qualità che una persona subisce
in tutte le aree o gli aspetti della propria vita (sfere)
a causa dell'interazione fra le menomazioni, le attività
ed i fattori contestuali.
Si noti come, nella nuova Classificazione dell'OMS, il termine
"handicap" venga definitivamente accantonato.
Identità -
torna in alto
In psicologia, con questo termine si intende l'identità
personale, ossia il senso del proprio essere continuo attraverso
il tempo e distinto, come entità, da tutte le altre.
(U. Galimberti in "Dizionario di Psicologia", UTET,
1992)
Mappa tattile - torna
in alto
Planimetria schematica di uno spazio racchiuso o aperto che
può essere vista e/o toccata, al fine di facilitare
l'orientamento e la comprensione di un luogo o struttura complessa.
È di utilità per chiunque e costituisce un ausilio
tecnico determinante per le persone cieche o ipovedenti.
(F. Vescovo, 2002)
Mobilità
Per mobilità si intende la capacità, l'abilità
e la disposizione della persona ad affrontare in modo autonomo
ambienti, spazi e situazioni, in condizioni di sicurezza,
con sforzi compatibili rispetto al rendimento e all'obiettivo
da raggiungere.
(F. Vescovo, 2002)
Montascale
Apparecchiatura costituita da un mezzo di carico opportunamente
attrezzato per il trasporto di persone con ridotta o impedita
capacità motoria, marciante lungo il lato di una scala
o di un piano inclinato e che si sposta, azionato da un motore
elettrico, nei due sensi di marcia vincolato a guida/e. Equivale
al termine "servoscala".
(Fonte: sito internet www.superabile.it
dell'INAIL)
Orientamento - torna
in alto
L'orientamento è la capacità, acquisita attraverso
l'educazione e le esperienze, di determinare la propria posizione,
in relazione a tutti gli oggetti rilevanti nello spazio (punti
di riferimento), nonché la possibilità di capire
quali possano essere gli spostamenti da compiere, e con quali
modalità, per raggiungere un obiettivo prefissato.
(F. Vescovo, 2002)
Parco Nazionale -
torna in alto
I Parchi Nazionali sono costituiti da aree terrestri, fluviali,
lacuali o marine che contengono uno o più ecosistemi
intatti o anche parzialmente alterati da interventi antropici,
una o più formazioni fisiche, geologiche, geomorfologiche,
biologiche, di rilievo internazionale o nazionale per valori
naturalistici, scientifici, estetici, culturali, educativi
e ricreativi tali da richiedere l'intervento dello Stato ai
fini della loro conservazione per le generazioni presenti
e future.
(L. n. 394/91, art. 2, comma 1)
Parti comuni dell'edificio
Si intendono quelle unità ambientali che servono o
che connettono funzionalmente più unità immobiliari.
(D.M.LL.PP. n. 236/89 e D.P.R. n. 503/96).
Persona con ridotta mobilità
Si intende per persona con ridotta mobilità quella
che presenta ridotte capacità motorie o sensoriali.
Ad esempio si possono comprendere in questa categoria:
· persone con difficoltà di deambulazione;
· persone con difficoltà di prensione (ad esempio
a causa dell'artrite);
· persone con bambini in tenera età in carrozzelle
o passeggini;
· persone su sedie a ruote;
· ciechi, ipovedenti, sordi, con difficoltà
di eloquio o con altri problemi di comunicazione;
· persone che viaggiano con parenti o amici disabili;
· persone con un'invalidità temporanea (ad esempio
a causa di un incidente o di un infortunio sportivo).
(Definizione dedotta dalla Relazione della Commissione
al Consiglio d'Europa, relativa alle misure da prendere nella
Comunità per facilitare l'accessibilità ai trasporti
delle persone con ridotte capacità motorie –
COM(93) 433 def).
Persona diversamente abile
Si intende per persona diversamente abile quella che presenta
limitazioni di natura, durata e qualità nello svolgimento
delle proprie attività, a qualsiasi livello di complessità,
a causa di una menomazione strutturale o funzionale.
(OMS, vd nota 44)
Persona Handicappata
È persona handicappata (legge n. 104/92, art. 3), colui
che presenta una minorazione fisica, psichica o sensoriale,
stabilizzata o progressiva, che è causa di difficoltà
di apprendimento, di relazione o di integrazione lavorativa
e tale da determinare un processo di svantaggio sociale o
di emarginazione.
(vd nota al termine handicap)
Piattaforma elevatrice
Apparecchiatura costituita da un mezzo di carico opportunamente
attrezzato per il trasporto di persone con ridotta o impedita
capacità motoria, con una piattaforma a movimento verticale,
con opportuna protezione due accessi muniti di cancelletto.
Equivale al termine "elevatore".
(Fonte: sito internet www.superabile.it
dell'INAIL)
Rampa - torna
in alto
Piano inclinato senza soluzione di continuità (con
una o più pendenze appropriate determinate anche in
funzione della lunghezza) che consente di spostarsi agevolmente
da una quota ad un'altra anche alle persone che usano la sedia
a ruote o con difficoltà di movimento (anziani, persone
che trasportano carichi, bambini piccoli ecc.).
(F. Vescovo in "Accessibilità e barriere architettoniche",
Maggioli, Rimini, 1990)
Ristrutturazione di edifici
Si intende la categoria di intervento definita al titolo IV
art. 31 lettera d) della Legge n. 457 del 5 agosto 1978.
(D.M.LL.PP. n. 236/89 e D.P.R. n. 503/96)
Servizio di assistenza
- torna in alto
Servizio tale da consentire alle persone con ridotta o impedita
capacità motoria o sensoriale la fruizione dei servizi
espletati dal soggetto erogante.
Il D.P.R. n. 503/96 prevede per tutti gli edifici, spazi e
servizi pubblici, in attesa dell'adeguamento, la predisposizione
di un opportuno servizio di assistenza, entro 180 giorni dall'entrata
in vigore del D.P.R. stesso. Questo può in qualche
modo collegarsi al concetto di "soluzioni alternative" di
cui al D.M. n. 236/89, art. 7.
(D.P.R. n. 503/96)
Sistema di chiamata
Dispositivo o attrezzatura per attivare un servizio di assistenza
tale da consentire alle persone con ridotta o impedita capacità
motoria o sensoriale la fruizione dei servizi espletati in
un determinato luogo. Il sistema di chiamata deve essere posto
in luogo accessibile e contrassegnato con il simbolo di "accessibilità
condizionata".
(D.P.R. n. 503/96)
Sistemi di seduta
Attrezzature di varie fogge e dimensioni che consentono ad
un "utenza ampliata" di sedersi e di rialzarsi in
modo agevole e sicuro.
(F. Vescovo, 2002)
Soluzione Alternativa
Soluzione tecnico-progettuale per l'accessibilità di
uno spazio o di una attrezzatura che, indipendentemente dal
rispetto delle specifiche dimensionali contenute nelle norme
vigenti per il superamento delle barriere architettoniche,
possa ugualmente essere considerata risolutiva, perché
risponde alle esigenze sottintese dai criteri di progettazione
stabiliti per legge. La soluzione alternativa, prima di essere
realizzata, deve essere approvata dai competenti uffici. Essa
deve essere motivata e corredata dei grafici necessari, attraverso
i quali viene illustrata l'alternativa proposta e l'equivalente
o migliore qualità degli esiti ottenibili. Inoltre
l'idoneità della "soluzione alternativa" alle specificazioni
e alle soluzioni tecniche prescritte deve essere certificata
dal professionista abilitato attraverso apposita dichiarazione.
(F. Vescovo, 2002)
Spazio esterno
Si intende l'insieme degli spazi aperti, anche se coperti,
di pertinenza dell'edificio o di più edifici ed in
particolare quelli interposti tra l'edificio o gli edifici
e la viabilità pubblica o di uso pubblico.
(D.M.LL.PP. n. 236/89 e D.P.R. n. 503/96)
Spazi Preziosi
Si intendono per "spazi preziosi" quei luoghi, racchiusi o
aperti, che risultano particolarmente significativi (a volte
unici) sotto il profilo storico, archeologico o ambientale.
Questi luoghi "evocano" sensazioni forti per il semplice fatto
di essere in essi contenuti, ovvero per la possibilità
di partecipare, di fruire di particolari visioni panoramiche,
gradevoli sonorità o aromi, che da lì possono
essere percepiti. Spesso sono le "sensazioni plurisensoriali"
che contribuiscono sensibilmente ad alzare il livello d'attenzione
e a memorizzare la circostanza, l'evento.
(F. Vescovo in "Paesaggio Urbano", 2001)
Unità ambientale
- torna in alto
Si intende uno spazio elementare e definito, idoneo a consentire
lo svolgimento di attività compatibili tra loro.
(D.M.LL.PP n. 236/89 e D.P.R. n. 503/96)
Unità immobiliare
Si intende una unità ambientale suscettibile di autonomo
godimento ovvero un insieme di unità ambientali funzionalmente
connesse, suscettibile di autonomo godimento.
(D.M.LL.PP. n. 236/89 e D.P.R. n. 503/96)
Universal design
Per "Universal design", cioè progettazione
universale, si intende quella progettazione che, venendo incontro
alle esigenze e ai bisogni degli individui con disabilità,
si dimostra funzionale alla persona media in senso allargato,
a tutta la collettività (costituita, oltre che da gli
individui cosiddetti normali, dai disabili e dalle persone
con disabilità temporanea o fisiologica: bambini, donne
in gravidanza, anziani, persone impedite da carichi pesanti
o ingombranti eccetera).
(E. Matteucci in "Verde per Tutti", volume 6
della collana "Progettare con il Verde", Alinea
Editrice, Firenze 2000)
Utenza ampliata
Ampia fascia di popolazione, oltre il 20% del totale, alla
quale si riferisce la "progettazione universale". Essa comprende
persone con svantaggi motori o sensoriali, temporanei o permanenti
(anziani, incidentati, obesi, artrosici, ecc.).
(F. Vescovo, 2002)
Visitabilità
- torna in alto
Si intende la possibilità, anche da parte di persone
con ridotta o impedita capacità motoria o sensoriale,
di accedere agli spazi di relazione e ad almeno un servizio
igienico di ogni unità immobiliare. Sono spazi di relazione
gli spazi di soggiorno o pranzo dell'alloggio e quelli dei
luoghi di lavoro, servizio ed incontro, nei quali il cittadino
entra in rapporto con la funzione ivi svolta.
(D.M.LL.PP. n. 236/89 e D.P.R. n. 503/96)
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