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Sintesi prima giornata

22 ottobre 2008
  articolo di Andrea Duranti
 

L'accessibilità a... colori!
Con queste parole l'architetto Fabrizio Vescovo ha sintetizzato il messaggio che si propone di far cogliere ai partecipanti del 16° Corso di Formazione post lauream "Progettare per tutti senza barriere", che ha preso il via il 7 ottobre presso la sala congressi dell'IRCCS Santa Lucia di Roma. Accessibilità a colori anche a partire dal logo dell'evento, in cui si evidenzia chiaramente che lo scopo degli organizzatori, come è stato più volte ribadito dallo stesso Vescovo durante la presentazione del corso, oltre agli insegnamenti puramente tecnici è quello di far maturare nei partecipanti la consapevolezza che progettare strutture, spazi e contenitori vuol dire già a priori progettare pensando alla fruibilità di tutti, "trasformando gli eventuali vincoli in opportunità".

Quindi non si tratta di un corso per imparare a progettare tenendo conto della disabilità e quindi eventualmente adeguare il progetto alle norme esistenti (peraltro molto all'avanguardia in Italia) per le persone che si muovono su sedia a ruote o ipovedenti o con altro tipo di disabilità, ma pensare la progettazione già dall'inizio per una "utenza ampliata".

Un approccio di questo genere, con la progettazione pensata per tutti fin dall'inizio, ha sottolineato Vescovo durante l'incontro di apertura, consolida ed esalta la funzione sociale della professione dell'architetto e dell'ingegnere, senza pesare eccessivamente sul costo di realizzazione delle opere.

A dare il benvenuto ai corsisti è stato Antonino Salvia, direttore sanitario della Fondazione Santa Lucia, struttura che ospita le comunicazioni e le lezioni in programma, il quale ha spiegato il ruolo degli IRCCS (Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico) e si è soffermato a descrivere le attività svolte presso la Fondazione. Le comunicazioni sono continuate con il saluto di Lucia de Anna, docente presso il Dipartimento di Scienze della Formazione per le Attività motorie e lo Sport dell'Università del Foro Italico, la quale ha sottolineato la comunione di intenti che la lega agli organizzatori del corso, e con l'intervento di Christian de Preux, della ditta Schindler S.p.A., specializzata nel settore delle attrezzature atte al superamento dei dislivelli, sponsor principale dell'evento.

Molto interessante e stimolante è stato poi l'intervento dell'architetto Paolo Moscogiuri che, dopo aver partecipato alla precedente edizione del corso, ha trovato lo spunto e le giuste motivazioni, nonché un buon bagaglio di conoscenze in più, per fondare insieme ad un gruppo di colleghi e amici l'associazione ViaLibera: l'associazione ha lo scopo di difendere i diritti delle persone fisicamente o socialmente svantaggiate dagli impedimenti architettonici, culturali e relazionali promuovendo il diritto all'autonomia, all'autosufficienza e alla effettiva fruizione del territorio.

C'è stato inoltre spazio per un intervento dell'architetto Elisabetta Schiavone della Facoltà di Architettura di Pescara che ha portato la propria esperienza nel campo della progettazione per tutti senza barriere; Schiavone ha espresso la propria speranza di sentir parlare in futuro solo di progettazione che, in quanto attività che incide sulla vita delle persone, già di per sé deve essere fruita da tutti. La platea, formata per lo più da giovani professionisti e da laureandi in architettura e ingegneria, ha quindi avuto già da questo primo incontro una idea precisa di ciò che li attenderà nel corso delle lezioni: sicuramente è stata percepita la passione, lo slancio e la positività con cui gli organizzatori affrontano questa importantissima materia che dovrebbe essere alla base di ogni corso di studi di tipo tecnico.

Il programma del corso prevede l'approfondimento di quattro "contenitori" per perseguire l'obiettivo di realizzare spazi accessibili: superamento delle distanze, superamento dei dislivelli, fruizione delle unità ambientali e raccordi con le varie normative di settore (come ad esempio le norme per la sicurezza e l'antincendio). Previste inoltre visite guidate (come quelle a Villa d'Este di Tivoli e all'Orto botanico di Roma), workshop e una tesi finale per il conseguimento dell'attestato.


 
 
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