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Introduzione all'area normativa
Esaminiamo ora, in modo sintetico, le disponibilità
normative del nostro Paese. La norma ha una sua importanza
per quanto riguarda obblighi e suggerimenti ma di per se non
è certo sufficiente ad ottenere risultati positivi
generalizzati se non è supportata da un valido convincimento
e da coerenti comportamenti da parte di tecnici ed amministratori.
Esistono svariate leggi, decreti, circolari e direttive su
questa complessa disciplina dell'accessibilità. Fino
a poco tempo fa si era, purtroppo, in presenza di 2 diversi
filoni normativi: uno da applicarsi nel caso di edifici di
proprietà pubblica e l'altro per quelli di proprietà
privata. Col D.P.R. n. 503 del 24.07.1996 questi due filoni
sono stati tra loro raccordati riconducendo tutte le Norme
Tecniche ad un unico riferimento (D.M. 236/89) di cui si farà
cenno successivamente. Gli edifici di proprietà pubblica,
come università, scuole, ospedali, stazioni ferroviarie,
aeroporti, dovevano applicare le prescrizioni ed i parametri
di un obsoleto filone normativo che faceva riferimento al
D.P.R. n. 384/78. quest'ultimo è stato abrogato e sostituito
con il D.P.R. n. 503 del 24.07.1996 - Regolamento recante
norme per l'eliminazione delle barriere architettoniche negli
edifici, spazi e servizi pubblici. Invece gli edifici di proprietà
privata e quelli di edilizia residenziale pubblica fanno capo
all'altro provvedimento chiave che è il D.M. n.236/89.
Detti edifici possono essere sia residenziali che non residenziali,
come ad esempio teatri, uffici, cinematografi, centri commerciali,
negozi, sale di riunione, alberghi, ristoranti, locali notturni.
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