Si considerano “esempi di buona prassi” quelli che evidenziano attività specifiche a favore delle “persone con disabilità”, che possiedono caratteristiche innovative ed efficaci e che siano trasferibili ad altre situazioni e culture. Gli esempi di buona prassi seguono alcuni “principi” fondamentali: trasferire le conoscenze pratiche incoraggiandone l’effetto moltiplicatore; favorire l’integrazione sociale delle persone con disabilità e la vita indipendente; procedere verso l’obiettivo della massima autodeterminazione (autonomia). (F. Vescovo, 2002)

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