Importante: nota all’uso delle soluzioni alternative

L’eventuale utilizzazione, ove il caso, dei seguenti spunti grafici ideati dall’Arch. Fabrizio Vescovo da parte di progettisti ed esecutori deve essere effettuata secondo le modalità prescritte dal punto 7.2 D.M. 236/89 “…in sede di progetto possono essere proposte soluzioni alternative alle specificazioni e alle soluzioni tecniche, purchè rispondano alle esigenze sottointese dai criteri di progettazione.
In questo caso, la dichiarazione di cui all’art. 1 comma 4 della legge n. 13 del 9.1.1989 deve essere accompagnata da una relazione, corredata dai grafici necessari, con la quale viene illustrata l’alternativa proposta e l’equivalente o migliore qualità degli esiti ottenibili.”.

Deve, inoltre, citare la fonte, in base alla proprietà intellettuale CCC concessa, e aggiungere che “tale adattamento al contesto dei contenuti progettuali è sotto la piena e totale responsabilità del progettista che se ne assume la responsabilità morale, civile e penale”.

Attraversamenti

L’Adeguamento dei percorsi pedonali urbani – Gli ANGOLONI                                 sett.  2019                                                    Arch. Fabrizio Vescovo

La “soluzione alternativa” (1) immaginata da chi scrive riguardante i cosiddetti “angoloni” non è una bizzarria estetica ma un serio accorgimento che costituisce un miglioramento per un nuovo assetto dei percorsi pedonali in prossimità degli incroci. La funzione primaria è quella di contribuire al superamento agevole e più sicuro delle barriere architettoniche urbane mediante la predisposizione di rampette di raccordo con la carreggiata facilitando chi ha difficoltà motorie e e visive, provvedendo all’inserimento di guide tattili per chi ha problemi di vista. Un ulteriore beneficio inoltre si registra sul versante della sicurezza. Infatti gli “angoloni”, sembra abbiano contribuito sensibilmente a far diminuire gli incidenti causati dalla poca visibilità in prossimità degli incroci. Ho immaginato questo tipo di “soluzione alternativa”, peraltro consentita dalla vigente normativa (vedi Codice della Strada e Dm 236/89, art.7.2 ). Qualche considerazione circa questa operazione iniziata a Roma in alcuni quartieri intorno all’anno 2005 relativa alla modifica dei marciapiedi in corrispondenza degli incroci stradali. E’ interessante quello che è stato attuato da alcuni Municipi per migliorare il “sistema” dei percorsi pedonali. Infatti la soluzione dei cosiddetti “angoloni” inizialmente fu ingiustamente  criticata in alcune occasioni. Probabilmente perchè non si erano comprese le sue finalità. L’innovazione migliorativa consiste essenzialmente nell’aver ampliato, in corrispondenza degli incroci, lo spazio disponibile per i pedoni. Tutto ciò risulta positivo ed efficace sotto diversi aspetti. Infatti con la creazione di piccole “penisole” in corrispondenza delle zone zebrate vengono ridotte per i pedoni  le distanze da percorrere sulla carreggiata durante l’attraversamento. Il dispositivo costituisce infatti un reale “dissuasore fisico” per gli automobilisti nei confronti della sosta selvaggia troppo spesso in corrispondenza degli angoli. Gli stessi infatti, per motivi di sicurezza, secondo il Codice Stradale, devono rimanere liberi da qualsiasi veicolo in sosta. La sensazione riscontrata da parte degli utenti pedoni (specie per quanto riguarda le categorie deboli quali anziani, persone con bambini piccoli, incidentati, persone con disabilità motorie o sensoriali) è quella di un maggiore senso di protezione e conseguentemente di un minor disagio. Infatti la maggior visibilità dell’area dell’incrocio, ha fatto riscontrare un sensibile calo degli incidenti. Queste soluzioni migliorative adottate negli anni da diversi Municipi hanno avuto una lunga  sperimentazione e si stanno sempre più diffondendo, adattandosi alle specifiche caratteristiche dei luoghi, in molte porzioni del tessuto urbano, storico o non. Conseguentemente a quanto sopra considerato le diverse amministrazioni comunali dovrebbero aumentare l’attenzione sul tema ed emanare specifiche direttive relative alla manutenzione ed adeguamento della viabilità esistente. Queste soluzioni, che comunque andranno verificate nel tempo, sono visibili oramai in diverse situazioni urbane. L’esperienza può considerarsi un concreto esempio di “buona prassi” per quanto riguarda l’adeguamento dei marciapiedi alla normativa vigente per il superamento delle “barriere architettoniche” e per la diminuzione delle “fonti di pericolo”, peraltro approvata da molti anni.

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(1) –Vedi DPR n.503/96, art.6 e 19, Reg, DPR n.495/1992, art 180 – dissuasori di sosta nonchè D.lvo n.285/92 art 158 – Divieto fermata e sosta veicoli – punto 1. lettera f). visuale libera maggiore ml.5.