Un museo all’aperto per tutti

Autrici:

arch. Valentina Piscitelli1, arch. Lucilla Ventura2

L’area di intervento presa in esame ha valenze ambientali e simboliche rafforzate dalla presenza del fiume Tevere. Il progetto di un museo sull’isola tiberina, area “storicamente” inaccessibile per il marcato dislivello esistente dovuto alla conformazione orografica del luogo e per l’uso che nel tempo è stato fatto dall’uomo, rivendica la fruizione agevole in condizioni di elevata sicurezza ed autonomia attraverso il concept di un progetto pluridisciplinare che tiene conto del supporto fornito dalle nuove tecnologie.

Organizzazione strutturale del progetto

Un percorso attrezzato dotato di totem plurifunzionali struttura un sistema circolare, pedonale, protetto, plurisensoriale, accessibile a tutti.

Criteri orientativi

Il percorso plurisensoriale:

  1. Tatto, vista, udito, gusto, olfatto sono i cinque sensi presi in considerazione per garantire al meglio ed in contemporanea le migliori condizioni di accessibilità e comfort.
    Percorso tattilo plantare.
  2. Una “guida” luminosa e dissuasori fisici corrono lungo il perimetro interno ed esterno della banchina.
  3. Elementi modulari componibili (totem multimediali e sistemi di sedute) disegnano il percorso e realizzano la fruibilità dell’area e del sistema ambientale circostante.
  4. Predisposti ogni 100 metri poli di attrazione e nodi attrezzati per l’interscambio e l’informazione.
  5. Alberature ed essenze aromatiche.

Accessibilità dell’area di intervento

Il ponte Fabricio consente due modalità di accesso:

  • pedonale da piazza S. Bartolomeo al lungotevere lato quartiere ebraico;
  • limitato ai mezzi di soccorso, ai mini-bus elettrici ed ai pedoni dall’area antistante Piazza S. Bartolomeo al lungotevere lato Trastevere.

Un minibus elettrico effettua la sosta in piazza S. Bartolomeo, luogo in cui è possibile noleggiare elettroscooter e baby transporter.
Il progetto prevede la realizzazione di una rampa protetta da dissuasori fisici e percettivi (D.P.R. n° 384/78 e l. 122/89) che consente di superare il dislivello esistente tra la quota di arrivo e la quota della banchina. Nei pressi della fermata del mini-bus una piattaforma elevatrice (modello Alimak P400 P 600) consente di superare lo stesso dislivello in alternativa all’uso della rampa o delle scale esistenti. Raccordi aiutano a superare i piccoli dislivelli.

Servizi ed attrezzature

  1. Percorso tattilo plantare sistema LOGES
  2. Dissuasori fisici / guide luminose:
    • Fibre ottiche lineari a pavimento “sidelight” SFC401ILTI (LIGHT BOX 150w HQI PH 3100 – 60 metri) cablate per esterno.
    • Dissuasore fisico “fluxus garden” ILTY h.90 (1x8W- 1x11W – 1x13W T2 IP65).
    • Lampione costituito da telai in acciaio h. 300 cm con illuminazione puntuale tipo spot.
  3. Elementi modulari componibili
  4. Totem multimediale
  5. Un modulo (60 x 40 x 220) consente, attraverso la componibilità, un’ampia flessibilità di progettazione che tiene conto degli svantaggi motori e delle diverse forme di disabilità.

Gli elementi aggregabili sono:

  • mappe tattili, supporti audio-visivi, scritte in Braille, per l’orientamento, la riconoscibilità dei luoghi e delle fonti di pericolo e le informazioni storico-culturali, ambientali;
  • supporti tattili e visivi costituiti da modelli tridimensionali dell’area e degli elementi di rilevanza circostanti;
  • sensori di rilevazione della presenza umana a tecnologia avanzata che attivano i sistemi informativi (audio/video), in dotazione nei punti di informazione;
  • cabine di informazione telematica e comunicazione (telefono, internet point);
  • dispenser vivande;
  • pensilina di protezione dagli agenti atmosferici.
  1. Sistemi di sedute: panchine modulari componibili e supporti ischiatici.
  2. Punti di interscambio e informazione: aree attrezzate per lo scambio e la comunicazione, punti di ristoro, area di osservazione dell’ambiente naturale.
  3. Alberature ed essenze aromatiche: populus nigra “italica”, pinus pinea, convolvulus arvensis, galega officinalis, lythurum salicaria, verbascum thapsus.

Il fluire dell’acqua del fiume un ulteriore elemento per l’orientamento

Note

  1. Valentina Piscitelli Roma, 1971. Iscritta all’albo dei giornalisti dal ’98, si laurea a pieni voti in progettazione architettonica nel ’99 presso l’Università “La Sapienza” di Roma dove collabora con contratto di ricerca presso il Dipartimento di Architettura e Analisi della Città per la redazione del volume “Logica e complessità in architettura” con il Prof. G.Moneta.
    Selezionata al concorso di design “L’officina delle arti” con il progetto “Paride”. Vince il concorso multiculturale “Lune di primavera” per i tipi disarmonie.
    Dal 2000 organizza e conduce le “Conversazioni di architettura”, patrocinate dall’Ordine degli architetti di Roma, su temi riguardanti l’attualità dell’architettura.
    Dal 2001 è membro della Commissione cultura per le “Iniziative culturali coordinate” presso il Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori. Cura la mostra ed il catalogo (per i tipi di Prospettive edizioni) “F. Palpacelli – Romanticismo organico”.
    Nel 2002 vince il Concorso per la progettazione di un museo a Castelmola (Taormina), con Centola & associati e U.F.O (www.newitalianblood.com).
    Collabora con il bimestrale dell’ordine degli architetti di Roma e provincia e con alcune riviste in rete.
  2. Lucilla Ventura Lamezia Terme, 1970. Si laurea in architettura presso Università degli Studi di Roma “La Sapienza”, Roma 1998; architetto dal 1999; consegue il master in Architettura Virtuale (Istituto Quasar, Roma 99/01); vince il concorso di Dottorato di Ricerca in Riqualificazione e Recupero Insediativo presso l’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”, Roma 2002.
    Ha svolto dal 1999 attività di ricerca teorica e progettuale, di collaborazione alla didattica, presso la facoltà di architettura Valle Giulia dell’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”, dove è stata responsabile, per l’iniziativa “Forum Tevere”, del Laboratorio di Tesi di Laurea in Progettazione Architettonica (Roma 2002).
    Ha partecipato come progettista al workshop internazionale di progettazione “Roma 3° millennio: le identità possibili”, promosso dal Dipartimento di Architettura e Analisi della Città e dall’ACER (Roma 99/00). Ha collaborato per il D.A.A.C. nell’ambito della ricerca al titolo “Metodologia di analisi dei caratteri dell’architettura” (Roma 2002).
    Dal 2001 ha riportato come progettista risultati in concorsi nazionali di progettazione (www.newitalianblood.com) e ha collaborato alla produzione di pubblicazione scientifiche. Svolge la libera professione in campo urbanistico e architettonico; si sta occupando di recupero di edilizia scolastica; di progetti connessi ai programmi complessi di riqualificazione e recupero urbano – insediativo, secondo principi di sostenibilità.