Importante: nota all’uso delle soluzioni alternative

L’eventuale utilizzazione, ove il caso, dei seguenti spunti grafici ideati dall’Arch. Fabrizio Vescovo da parte di progettisti ed esecutori deve essere effettuata secondo le modalità prescritte dal punto 7.2 D.M. 236/89 “…in sede di progetto possono essere proposte soluzioni alternative alle specificazioni e alle soluzioni tecniche, purchè rispondano alle esigenze sottointese dai criteri di progettazione.
In questo caso, la dichiarazione di cui all’art. 1 comma 4 della legge n. 13 del 9.1.1989 deve essere accompagnata da una relazione, corredata dai grafici necessari, con la quale viene illustrata l’alternativa proposta e l’equivalente o migliore qualità degli esiti ottenibili.”.

Deve, inoltre, citare la fonte, in base alla proprietà intellettuale CCC concessa, e aggiungere che “tale adattamento al contesto dei contenuti progettuali è sotto la piena e totale responsabilità del progettista che se ne assume la responsabilità morale, civile e penale”.

Strutture ricettive

Regole ragionate per la fruibilità ampliata di parchi ed aree protette
 Fabrizio Vescovo
Per ottenere risultati positivi occorre affrontare  e risolvere una serie di problemi e  difficoltà tra le quali:
1)- Il superamento delle distanze
Il dover percorrere a piedi tratti di notevole estensione (a volte anche poche centinaia di metri), costituisce per molti una situazione di disagio ed un serio problema di affaticamento; in alcuni casi una vera” barriera” insormontabile, per le persone che hanno forte difficoltà di deambulazione e/o limitazioni dell’autonomia.
La situazione peggiora ulteriormente se il percorso è irregolare, con andamento altimetrico variabile o con pavimentazioni o fondo irregolare.
Occorre perciò tener conto delle diverse esigenze di ciascuno e provvedere a far superare questo tipo di ostacolo mediante la possibilità di utilizzare mezzi e veicoli di vario genere, a seconda delle situazioni specifiche.
Interessante al proposito riferirsi al contenuto di una importante direttiva del Min.LL,PP.(circ.n. 1030/83). Come criteri orientativi si possono ad esempio immaginare soluzioni che contemplino l’uso facilitato, ed in successione, di diverse tipologie e caratteristiche e dimensioni di veicoli. (Minibus ecologici a metano o elettrici, auto fuoristrada, club-car, elettro-scooter, ecc.). In questo caso si può parlare di micro-intermodalità, cioè della possibilità di passare agevolmente da un mezzo all’altro senza incontrare ostacoli.
2)- Il superamento dei dislivelli
Ovviamente questo aspetto comprende casi ed ipotesi molto variegate in fUnzione delle diverse situazioni contingenti da risolvere. Si va dalla necessità di superare modesti dislivelli risolvibili con brevi piani inclinati di opportuna pendenza, alla necessità di superare forti salti di quota utilizzando a seconda dei casi mezzi e veicoli appropriati e comunque accessibili ovvero attrezzature meccanizzate quali funicolari, teleferiche, ascensori inclinati, ascensori da cantiere, piattaforme elevatrici, ecc. Spesso occorre immaginare soluzioni articolate e complesse che siano in grado di costituire “sistema” utilizzando cioè un insieme di attrezzature, di veicoli con caratteristiche e dimensioni differenti, ed di apparati tecnici che siano in grado comunque di raggiungere il risultato da perseguire.
3)- La fruibilità delle attrezzature ed dei servizi di uso pubblico
Tutti gli immobili, costituiti da spazi racchiusi o aperti, nei quali si svolgono attività pubbliche o aperte al pubblico devono garantire l’accessibilità o la visitabilità, nel rispetto delle normative vigenti. In particolare del DM n.236/89, della L. n. 104/92 e del DPR n.380/2001.
4)- Il Raccordo con le diverse normative di settore tra le quali :
Norme urbanistiche ed edilizie L. n. 1150/42, DPR n.380/2001, Codice della Strada L. n.295/92, Legge Quadro sulle Aree protette n.394 del 6/12/1991, Legge Quadro sul Turismo, Legge sulle strutture Agrituristiche, Testo unico bellezze naturali, ecc.
Note:
(1) per la definizione “ufficiale” di Accessibilità vedi l’art.2 del DM n.236/89 ribadito dal DPR n.503/96; (2) per “spazi preziosi” si intendono quei luoghi, racchiusi o aperti, che risultino particolarmente significativi (a volte unici) sotto il profilo storico, archeologico o ambientale. Questi luoghi “evocano” sensazioni forti per il semplice fatto di essere in essi contenuti, ovvero per la possibilità di partecipare, di fruire di particolari visioni panoramiche, di gradevoli sonorità o aromi, che da li possono essere percepiti. Spesso sono le “sensazioni plurisensoriali” che contribuiscono notevolmente ad alzare il livello di attenzione ed a memorizzare la circostanza, l’evento. (Vescovo, 2001). Gli “spazi preziosi”sono caratterizzati spesso dalla loro qualità inebriante e per il loro significato simbolico.